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Italia accelera: boom di immatricolazioni e auto elettriche in rampa di lancio

Aprile chiude a 155.210 immatricolazioni (+11,6%) e il quadrimestre sale a 640.083 (+9,8%). Elettrico in assestamento all’8,5%, ma l’Europa è al 21,8%.

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Mercato in accelerazione

Quinta crescita consecutiva per il mercato automobilistico italiano. In aprile sono state registrate 155.210 immatricolazioni, pari a un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Il consuntivo del primo quadrimestre tocca 640.083 unità, con un progresso del 9,8% rispetto a un anno fa.
Resta tuttavia aperto il confronto con l’epoca pre-pandemia: sul primo quadrimestre del 2019 il calo è ancora del 10,2%. È però un rientro significativo rispetto alla fine del 2025, quando il gap con il 2019 era del 20,4%. Il recupero è legato in larga parte alla spinta degli incentivi all’acquisto di auto elettriche varati nell’ottobre scorso, che hanno sostenuto la domanda negli ultimi sei mesi. Un segnale che, sullo sfondo della transizione energetica, premia politiche industriali e strumenti di mercato capaci di orientare le scelte dei consumatori verso soluzioni più efficienti e sostenibili.

Elettrico in assestamento, ma l’interesse cresce

La dinamica delle immatricolazioni a batteria segnala una fase di assestamento su livelli superiori al 2025. Dopo una quota del 5,2% nei primi dieci mesi dello scorso anno, il mercato BEV ha accelerato in novembre al 12,2% e in dicembre all’11%, per poi stabilizzarsi in un corridoio più contenuto: 6,6% a gennaio, 7,9% a febbraio, 8,6% a marzo e 8,5% in aprile.
Questo profilo è legato agli incentivi autunnali, ma lascia intravedere anche un interesse strutturale crescente per l’elettrico, destinato a consolidarsi con infrastrutture migliori, offerte più accessibili e servizi digitali che semplifichino l’esperienza d’uso. Il confronto europeo resta impegnativo: a fine marzo, nell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK), la quota delle elettriche ha toccato il 21,8%. Ridurre il divario richiederà continuità di misure mirate, reti di ricarica intelligenti e un uso responsabile dell’AI per pianificazione, pricing e assistenza, nel rispetto di criteri etici di trasparenza ed equità.

Prospettive e sfide: prudenza dei dealer, rotta verso l’innovazione

Proiettando il ritmo gennaio-aprile sull’intero 2026, emergono 1.631.266 immatricolazioni, pari a un incremento del 6,9% sul 2025, ma ancora in calo del 14,9% rispetto al 2019. La distanza dai massimi storici resta ampia: nel 2007, prima della crisi dei mutui subprime, le immatricolazioni raggiunsero 2.493.106 unità. La bussola del sentiment commerciale invita alla prudenza: secondo l’indagine del Centro Studi Promotor, solo l’11% dei concessionari si attende un aumento delle vendite nei prossimi 3-4 mesi, il 56% prevede stabilità e il 33% stima una flessione.
In questo quadro, pesa il giudizio sulla cornice regolatoria europea. “In sintesi, ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione attuale del mercato dell’auto italiano può essere definita senza infamia e senza lode, ma è evidente che i livelli di vendite raggiunti nei primi anni di questo secolo sono lontani anni luce e la ragione va ricercata nella forte penalizzazione del mercato dell’auto, dei produttori di auto europei e dei cittadini determinata dalle scelte in materia ambientale dell’Unione Europea”. Per colmare il gap, servirà una politica industriale pro-innovazione che affianchi gli obiettivi ambientali con strumenti efficaci: incentivi chiari e stabili, infrastrutture interoperabili, digitalizzazione dell’acquisto e del post-vendita, oltre a soluzioni di intelligenza artificiale per ottimizzare stock, ricarica e servizi. Il tutto con garanzie etiche sulla protezione dei dati, l’inclusività nell’accesso e la trasparenza degli algoritmi. Così, la transizione potrà diventare un volano competitivo per il sistema Paese.

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