Ascolta l’Audio dell’Articolo
Ascolta il Mini Podcast dell’articolo
Salari fermi, prezzi in corsa: perché serve un welfare più mirato
I numeri raccontano una pressione crescente sui redditi. Secondo Eurostat, nel 2024 i salari in Italia sono saliti del 2,7%, ben al di sotto della media Ue del 5,2%, mentre i prezzi alimentari hanno segnato un’impennata del 25% in due anni. Il risultato è un potere d’acquisto eroso e un senso diffuso di vulnerabilità anche tra i lavoratori stabili. In questo quadro, le imprese cercano leve capaci di sostenere il reddito senza appesantire il costo del lavoro.
Tra le soluzioni, il welfare aziendale continua a dimostrarsi efficace: l’Osservatorio Welfare Aziendale 2025 di Edenred stima in circa 1.000 euro pro capite il valore medio annuo dei piani in Italia. Importi esentasse e senza contributi che, se ben allocati, possono incidere sulla busta paga e sulla qualità della vita. Per amplificarne l’impatto, la direzione HR guarda con favore a piattaforme digitali capaci di semplificare l’accesso ai servizi e di costruire esperienze trasparenti e inclusive, in linea con una visione dell’innovazione etica e responsabilmente orientata alle persone.
Integrare i public benefit: dal non-take-up al valore che arriva ai lavoratori
Accanto ai benefit aziendali esiste una riserva di valore pubblico spesso inespressa. Il fenomeno del non-take-up – il “welfare non riscosso” – riguarda in media il 40% dei potenziali beneficiari (Eurofound 2015, Inapp 2022, Inps 2025). Le cause ricorrenti sono tre:
- Scarsa conoscenza delle misure disponibili.
- Burocrazia complessa, che scoraggia la richiesta dei benefici.
- Presunzioni errate sui requisiti di accesso.
Una ricerca Ipsos-Doxa per Bonoos fotografa la virata in atto: 8 aziende su 10 con oltre 250 dipendenti hanno già un piano welfare; prevalgono i fringe benefit (76%), seguiti dai flexible benefit (44%). La novità è l’inclusione dei public benefit – centinaia di bonus e agevolazioni nazionali, regionali e comunali – direttamente nelle piattaforme di welfare: li offre quasi il 20% delle imprese, e la percentuale cresce grazie a soluzioni digitali che rendono più semplice il take-up.
Consapevolezza e potenziale, però, non viaggiano ancora alla stessa velocità. Oltre il 60% degli HR Manager conosce i public benefit, ma il 75% non sa indicare il numero effettivo delle misure. Bonoos ha mappato più di 1.000 interventi che spaziano da famiglia e salute a mobilità sostenibile, casa, istruzione e tempo libero. Solo 4 HR su 10 sanno che il contributo medio annuo può superare i 1.000 euro pro capite: sommato al welfare aziendale, può tradursi in un incremento concreto del reddito disponibile. Non a caso, il 60% dei responsabili HR è propenso a introdurre o confermare i public benefit nei piani: una scelta win-win che accresce soddisfazione, clima interno e sostegno al potere d’acquisto senza aggiungere costi strutturali.
Piattaforme e impatto sociale: il caso Bonoos
Nel mercato stanno emergendo attori che semplificano l’integrazione tra impresa e politiche pubbliche. Bonoos, nata poco più di due anni fa, conta oltre 100 aziende clienti e 70 mila lavoratori beneficiari. “Con la nostra soluzione risolviamo un paradosso”, spiega Giovanni Scansani, co-founder di Bonoos. “Il welfare aziendale nasce per sostenere il reddito, ma è incompleto se non integra i bonus pubblici”. Gli fa eco il co-founder Emanuele Cipriani: “La piattaforma è già integrata con i principali provider di welfare. Non sfruttare questa sinergia è un errore: è una soluzione immediata che aiuta i lavoratori e rafforza il valore sociale dell’impresa”.
Per le direzioni HR, la priorità è costruire ecosistemi di welfare interoperabili, trasparenti e accessibili, facendo leva su tecnologie affidabili – inclusi, quando utile, strumenti di automazione e AI per guidare l’idoneità, ridurre l’onboarding e personalizzare l’esperienza – nel pieno rispetto di privacy by design, trasparenza dei criteri e inclusione. Così l’innovazione diventa un abilitatore concreto di equità: più valore nelle tasche dei lavoratori, più impatto sociale per l’impresa, più efficacia per le politiche pubbliche.