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Fiducia e crescita: i Best Workplaces Italia 2026 indicano la rotta HR

Il Trust Index dei Best Workplaces Italia 2026 sale all’85% e i ricavi crescono del 20%. L’IT guida i settori, Lombardia e Lazio trainano. Per l’HR, fiducia e innovazione vanno insieme.

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Fiducia e crescita: i numeri chiave 2026

Il 25° anniversario di Great Place to Work Italia coincide con una fotografia nitida: la fiducia dei collaboratori è il vero acceleratore di performance. Nel ranking dei 75 migliori ambienti di lavoro 2026, il Trust Index medio arriva all’85% (in aumento di un punto rispetto al 2025) e segna un divario di 10 punti rispetto alle aziende certificate ma non in classifica, con uno scarto che tocca il +41% confrontando la media nazionale ferma al 44%.
La soddisfazione complessiva (Overall Satisfaction) resta elevata e stabile all’87% (+44% rispetto alla norma italiana del 43%). L’impatto sul business è evidente: i best workplace registrano una crescita media dei ricavi del +20% sull’anno precedente, contro l’+1% rilevato dall’Istat per industria e servizi. Per le funzioni HR significa che ascolto, equità e coerenza non sono più optional, ma leve strategiche per abilitare innovazione e attrazione dei talenti.

  • In sintesi: Trust Index 85% (+1 punto sul 2025); differenza di 10 punti rispetto alle aziende certificate non in classifica; +41% sul dato medio italiano (44%).
  • Overall Satisfaction: 87% (come nel 2025), con un +44% sulla norma italiana (43%).
  • Performance economiche: ricavi medi +20% vs +1% Istat.
  • Indicatori in crescita: meritocrazia 73% (+2%), eventi speciali 90% (+2%).
  • In lieve calo: responsabilizzazione, benefit e flessibilità (-1%).
  • Ciò che rende speciali i best workplace (commenti collaboratori): aiuto e supporto 21%, atmosfera 13%, collaborazione 12%. Più indietro: spazi, orari, flessibilità e work-life balance.
  • Priorità di miglioramento: retribuzione 19%, processi interni 17%, comunicazione 16%.

Chi guida la classifica e dove si trovano

La mappa dei migliori ambienti conferma il peso della tecnologia: 1 organizzazione su 4 è IT. Seguono biotech e farmaceutica (14,67%), servizi finanziari e assicurazioni (12%), manifattura e produzione (10,67%), servizi professionali (9,33%), sanità (5,33%), retail, telecomunicazioni e alberghiero (4%), advertising, marketing e media (2,67%), e infine agricoltura, costruzioni, trasporti, educazione e formazione (1,33%).
Sul piano geografico, oltre 7 aziende su 10 hanno sede in Lombardia (49,3%) e Lazio (22,67%); in totale le regioni rappresentate sono 11. Non compaiono nel ranking Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

  • Oltre 1.000 collaboratori: Hilton (alberghiero) davanti ad Abbvie (biotecnologie e prodotti farmaceutici) e TP (telecomunicazioni).
  • 500-999 collaboratori: Cisco (information technology) precede Bending Spoons (information technology) e ConTe.it (assicurazioni).
  • 150-499 collaboratori: MetLife (servizi finanziari & assicurazioni), poi Bristol-Myers Squibb (biofarmaceutico) e Jet HR (HR Tech).
  • 50-149 collaboratori: Biogen (biotecnologie), seguita da Galileo Life (healthcare) e Reverse (risorse umane).
  • 10-49 collaboratori: Auditel (media), seconda Trek Bicycle (produzione) e terza ACSoftware (informatica).

Leve hr tra persone, tecnologia e impatto etico

Il dato sulla fiducia cambia con la dimensione: 94% per le piccole realtà in classifica, 88% per le medie, 85% per le medio-grandi, fino al 79% tra grandi e super grandi. Per le direzioni risorse umane, significa calibrare governance, comunicazione e benefit in funzione della scala organizzativa, preservando prossimità e empowerment nei passaggi di crescita. In questo quadro, la connessione tra clima interno e risultati è ribadita anche dal mercato: “Quest’anno, ancora più che in passato, le aziende certificate Great Place to Work, e ancor più quelle presenti in classifica, registrano performance economiche superiori e un valore di mercato significativamente più elevato: circa tre volte la capitalizzazione dell’S&P 500”, dichiara Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia.

Le evidenze sul panel certificato, supportate da analisi Cribis, indicano che dove ascolto e fiducia sono pratiche sistemiche si osserva maggiore solidità finanziaria, a prescindere da settore e dimensione. A ciò si associano livelli più alti di sostenibilità, propensione all’innovazione e maturità nella comunicazione digitale. Per l’HR significa accelerare su piattaforme dati e strumenti di intelligenza artificiale che favoriscano trasparenza, feedback continui e decisioni eque, mantenendo al centro i principi etici: tutela della privacy, inclusione, explainability degli algoritmi e misurazione dell’impatto. Solo così fiducia, benessere organizzativo e tecnologia possono alimentarsi a vicenda, trasformando l’engagement in vantaggio competitivo misurabile.

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