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Perché guardare solo al consuntivo non è più sufficiente
Negli ultimi anni le imprese hanno navigato tra oscillazioni dei prezzi delle materie prime, interruzioni nella supply chain e tassi d’interesse che cambiano nell’arco di poche settimane. In questo contesto, il rischio non è soltanto perdere terreno competitivo, ma basare le decisioni su numeri che fotografano un passato già superato. Per ridurre questo divario temporale serve passare da un approccio contabile a un monitoraggio continuo e multidimensionale di cassa, ricavi e dinamiche di mercato.
Il bilancio annuale, pur restando imprescindibile per gli adempimenti civili e fiscali, arriva sul tavolo del management tra sei e nove mesi dopo la chiusura dell’esercizio. Nel frattempo possono emergere variazioni di liquidità, nuovo debito e ritardi nei pagamenti. È per questo che il commercialista evolve in un partner di analisi continuativa: il focus non è rendere “perfetta” la foto del passato, ma prevenire squilibri prima che diventino problemi.
Dal rendiconto al radar: come cambia il controllo di gestione
Il controllo di gestione è il “radar” con cui imprenditori e CFO leggono costi, margini e investimenti. Un tempo centrato sul confronto tra budget e consuntivo, oggi integra indicatori operativi, scenari previsionali e alert tempestivi, spostando l’attenzione dalla domanda “quanto abbiamo speso” alla valutazione dell’impatto delle scelte nei prossimi mesi. Per le PMI questo salto non è un optional, ma una condizione per tutelare equilibrio finanziario e competitività.
La maturità digitale del controllo include anche processi e regole: qualità e tracciabilità del dato, trasparenza dei modelli e tutela della privacy sono pilastri etici che rafforzano l’affidabilità delle analisi e consolidano la fiducia degli stakeholder.
Dati vivi, alternative data e nowcasting
La svolta arriva quando la contabilità dialoga con fonti che si aggiornano quasi in tempo reale. Integrare i flussi contabili con metriche operative consente di individuare scostamenti prima che si traducano in tensioni di cassa. Rientrano in questo perimetro gli alternative data: keyword di ricerca, commenti social, trend di traffico nei punti vendita e persino pattern meteorologici che influenzano la domanda in settori outdoor. Collegate a dashboard dinamiche, queste informazioni segnalano in anticipo un calo d’interesse per un prodotto o anomalie nei tempi di consegna, arricchendo (non sostituendo) i numeri di contabilità.
A questo si affianca il nowcasting, l’uso di modelli statistici per stimare indicatori prima delle rilevazioni ufficiali. In ambito corporate significa proiettare il fatturato di fine trimestre, stimare il fabbisogno di cassa o aggiornare settimanalmente i rating creditizi. Anticipare di un mese una possibile pressione sulla liquidità fa la differenza tra negoziare un finanziamento in serenità o dover intervenire in emergenza. Nella pratica, in alcune piattaforme della divisione Digital Finance di TeamSystem sono già stati integrati motori di nowcasting, segnale di una frontiera tecnologica che avanza rapidamente e che avvantaggia chi investe in innovazione responsabile.
Strumenti cloud e benefici misurabili per le PMI
Se cambiano i dati, devono evolvere anche gli strumenti. Soluzioni digitali che aggregano i flussi bancari via open banking, traducono la Centrale Rischi in indicatori leggibili e attivano alert al superamento di soglie di rischio aiutano l’imprenditore a giocare d’anticipo.
I vantaggi di un monitoraggio proattivo sono concreti:
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Prevenzione: intercettare un trend negativo quando nasce amplia le contromisure, dal rifinanziamento alla revisione del ciclo fornitori-clienti.
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Trasparenza verso banche e investitori: un’impresa che comunica dati aggiornati ispira fiducia e accede più facilmente alle linee di credito.
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Strategia: conoscere la domanda quasi in tempo reale, grazie ad alternative data e nowcasting, consente di pianificare produzione e marketing con una precisione prima tipica delle grandi multinazionali.
In un’economia in cui il margine d’errore si misura in settimane, affidarsi solo al bilancio annuale significa accettare un ritardo strutturale nell’analisi dei rischi. Un controllo di gestione evoluto, alimentato da contabilità, alternative data e nowcasting, permette di agire prima che i problemi compaiano nei conti. Le tecnologie già disponibili dimostrano che la transizione è alla portata anche delle PMI: chi la abbraccia oggi costruisce un futuro più resiliente e redditizio, trasformando il monitoraggio continuo in un vantaggio competitivo duraturo.