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Auto software-defined: il sistema di bordo ora governa clima e sedili

Un sistema operativo di bordo supera l’infotainment e gestisce direttamente clima, sedili e luci, con aggiornamenti OTA. Prime applicazioni e apertura open source entro fine 2026.

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Dal display all’architettura del veicolo

La prossima generazione di vetture abbandona l’idea di un infotainment isolato per abbracciare un sistema operativo di bordo capace di dialogare con l’intera architettura elettronica. Non va confuso con l’app di mirroring dello smartphone: qui parliamo di una piattaforma installata nativamente nel veicolo, che funziona senza telefono collegato e che, fino a ieri, presidiava soprattutto mappe, app e assistenza vocale. Il limite era strutturale: decine di centraline eterogenee, ciascuna con software proprietario, rendevano complessi gli aggiornamenti e impedivano una vera integrazione tra funzioni.

Dal cruscotto ai componenti: cosa cambia davvero

Con la nuova architettura per software-defined vehicle, lo stack del sistema operativo lavora in background e oltrepassa il perimetro del display. Le funzioni non legate alla sicurezza attiva vengono orchestrate in modo standardizzato e aggiornabile in remoto. Ciò consente di affinare singoli moduli senza toccare l’intero veicolo, attivando aggiornamenti OTA mirati e tempestivi.
Ecco le aree già nel perimetro della piattaforma:

  • Climatizzazione con logiche migliorabili nel tempo.
  • Sedili e regolazioni comfort, inclusi profili personalizzati.
  • Illuminazione interna ed esterna, con scenari ed effetti aggiornabili.
  • Specchi e vetrature con gestione unificata.
  • Strumentazione e layout del quadro digitale.
  • Telecamere e telemetria per funzioni di bordo e manutenzione predittiva.

Le funzioni di sicurezza rimangono su canali separati e certificati, a tutela dell’affidabilità del sistema. Il progetto, annunciato ufficialmente il 24 marzo 2026, ha già visto l’adesione di partner industriali: un costruttore europeo ha confermato l’adozione su un veicolo elettrico in produzione a fine 2026, mentre un fornitore di piattaforme di calcolo per l’auto ha integrato la soluzione nei propri sistemi per offrire pacchetti hardware-software preconfigurati ai brand. È prevista inoltre la disponibilità in un progetto open source dell’ecosistema Android entro la fine del 2026.

Cosa cambia per chi guida (e per l’industria)

Per il guidatore il vantaggio più evidente è un’esperienza a bordo finalmente coerente: assistente vocale, mappe, clima e impostazioni di comfort parlano lo stesso linguaggio e interagiscono tra loro in modo naturale. L’auto smette di essere un mosaico di interfacce e diventa un sistema unico, capace di evolvere nel tempo. Dopo l’acquisto potranno arrivare nuove funzioni e ottimizzazioni — dalla gestione termica a scenari di illuminazione — tramite download, senza passaggi in officina.
Per i costruttori il beneficio è altrettanto sostanziale: un layer software unificato consente di accelerare lo sviluppo, ridurre la frammentazione delle centraline e allineare aggiornamenti e patch con cicli tipici dell’hi-tech, mantenendo al contempo il rigore dell’automotive. L’etica del progetto resta centrale: separazione netta tra safety e funzioni comfort, attenzione a cybersecurity e privacy by design, piena trasparenza sugli aggiornamenti e controllo all’utente sulle preferenze.

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