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Un ritorno a casa per il design italiano
Torino ritrova uno dei suoi simboli più profondi. La Collezione ASI Bertone fa ritorno nel capoluogo piemontese e trova sede all’Heritage Hub di Mirafiori, spazio museale recentemente rinnovato sul piano espositivo e culturale. È un rientro dal forte valore identitario e strategico, che consolida il ruolo della città come riferimento mondiale del car design e del motorismo storico.
Grazie all’intesa tra Automotoclub Storico Italiano (ASI) e Heritage Hub, il pubblico può ora ammirare in modo permanente una raccolta salvaguardata nel 2015 e sottoposta alla tutela del Ministero della Cultura, a garanzia della sua integrità e contro ogni rischio di dispersione all’estero. Non è solo conservazione: è un progetto culturale aperto e inclusivo, capace di raccontare l’identità automotive piemontese e italiana con uno sguardo ampio, dall’industria alla creatività, fino alla sperimentazione tecnica.
Innovazione e responsabilità restano il filo conduttore: la valorizzazione digitale, le esperienze immersive e gli strumenti di intelligenza artificiale – adottati con criteri etici e trasparenti – possono ampliare l’accesso e la comprensione di un patrimonio che parla al futuro senza tradire la propria storia.
Sessantasei vetture tra icone e prototipi
L’esposizione riunisce 66 vetture realizzate tra gli anni Sessanta e i primi Duemila: modelli di serie, prototipi, concept e show car sviluppati con oltre venti marchi internazionali. È un viaggio dentro decenni di ricerca stilistica e tecnica, in cui i prototipi – spesso non destinati alla produzione – diventano laboratorio per ridefinire architetture, proporzioni e linguaggi dell’automobile contemporanea. L’apertura affidata all’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963 sintetizza le due anime di Bertone: la creatività del Centro Stile e la capacità industriale della carrozzeria.
- Lamborghini Miura S (1967)
- Autobianchi Runabout (1969)
- Lamborghini Espada (1970)
- Lancia Stratos (1975)
- Fiat X1/9 (1977)
- Ferrari 308 GT4, l’unica Ferrari di serie firmata Bertone
Accanto alle vetture di produzione emergono concept visionari come Ferrari Rainbow, Volvo Tundra e NSU Trapeze, testimonianze di un’epoca segnata dall’estro di Marcello Gandini, tra i designer che hanno rivoluzionato l’estetica automobilistica. Il percorso rimarca anche l’attenzione pionieristica di Bertone per la mobilità sostenibile: già negli anni Novanta il tema dell’elettrificazione entra nei progetti con la Z.E.R. (Zero Emission Record), capace di firmare numerosi primati mondiali, e con la sportiva elettrica Bliz. Con l’ingresso nel nuovo millennio arrivano studi orientati alla città e al comfort – come Bertone Slim, Opel Filo e Cadillac Villa – senza rinunciare al DNA prestazionale espresso da granturismo e sportive. È un mosaico coerente che mostra come la libertà creativa abbia saputo anticipare tendenze oggi centrali nel dibattito sulla transizione.
Heritage Hub rinnovato e il ruolo di Torino
L’arrivo della Collezione ASI Bertone si inserisce nell’evoluzione dell’Heritage Hub, ospitato negli spazi restaurati dell’Officina 81 di Mirafiori, storico impianto FIAT del 1939. Il museo custodisce oggi oltre 300 vetture che raccontano più di 120 anni di innovazione “Made in Italy”, articolate in otto aree tematiche che attraversano competizioni, sostenibilità, fuoriserie e modelli popolari. Il nuovo percorso punta su un’esperienza più immersiva e accessibile, in linea con una domanda di pubblico in costante crescita e sempre più internazionale.
- Apertura tutti i giorni, escluso il lunedì.
- Visite autonome nei giorni feriali.
- Visite guidate nel weekend.
Questo ritorno non è un episodio isolato, ma il tassello conclusivo di un percorso di tutela e valorizzazione avviato anni fa. Torino riafferma così la propria fisionomia di città dell’automobile, luogo in cui industria, design e innovazione continuano a dialogare. Attraverso capolavori che hanno segnato la storia della mobilità, la città rinnova la sua vocazione internazionale e guarda al futuro con pragmatismo: la tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, può essere un alleato nella diffusione della cultura automotive quando impiegata con responsabilità, trasparenza ed etica.