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Un’occasione strategica per digitalizzare in sicurezza
Nel 2026 piccole e medie imprese e lavoratori autonomi potranno accedere a un contributo a fondo perduto per l’acquisto di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security. La misura, gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e conosciuta come “Voucher Cloud”, punta a favorire l’adozione di soluzioni nuove o più avanzate e sicure rispetto a quelle già in uso, confermando la centralità del digitale per la competitività dell’economia europea e italiana.
Per i commercialisti e i professionisti che supportano le PMI, si apre un perimetro concreto di pianificazione: selezionare interventi realmente aggiuntivi, misurabili e coerenti con i requisiti, significa accelerare la trasformazione digitale governando rischi, compliance e continuità operativa.
Beneficiari, requisiti e spese ammissibili
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese (secondo raccomandazione 2003/361/CE e allegato I del GBER) e i lavoratori autonomi, inclusi i liberi professionisti iscritti agli ordini e le professioni non organizzate ai sensi della legge 4/2013. Sono escluse le grandi imprese (che soddisfano due tra: oltre 250 dipendenti; ricavi oltre 50 milioni di euro; attivo di bilancio oltre 25.000.000 di euro). Due i requisiti oggettivi da rispettare: sede in Italia e, al momento della domanda, contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.
Sono ammissibili spese fino a 20.000 euro per l’acquisizione di uno o più servizi/prodotti rientranti nell’elenco dell’articolo 5 del decreto MIMIT del 18 luglio 2025, tra cui:
- Hardware di cybersecurity: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS).
- Software di cybersecurity: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi SIEM; software di gestione delle vulnerabilità.
- Servizi cloud IaaS/PaaS: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi VPN e servizi DDoS); database.
- Servizi cloud SaaS: software di contabilità; soluzioni HRM; sistemi ERP e di produttività (incluse funzionalità di intelligenza artificiale); CMS ed e-commerce; CRM (inclusi UCC e PABX).
- Servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo (inclusi servizi professionali, esclusa la formazione), ammissibili fino al 30% del piano e connessi ad altri servizi dell’elenco.
- Modalità di acquisizione: acquisto diretto, abbonamento oppure soluzione mista (parte acquisto e parte abbonamento).
Piani di spesa, contributo e tempi
Il piano di spesa deve avere un importo non inferiore a 4.000 euro. Se attuato solo con acquisto diretto di prodotti/servizi, la durata non può superare 12 mesi dalla comunicazione di concessione; se comprende abbonamenti, questi devono durare almeno 24 mesi (in caso di durata superiore, sono ammissibili le spese dei primi 24 mesi). Non sono finanziabili prodotti/servizi con prestazioni analoghe a quelle già in uso al beneficiario.
Il contributo copre fino al 50% del piano con un tetto massimo di 20.000 euro per richiesta. In pratica, il valore finanziabile al 50% è pari a un piano da 40.000 euro; per piani di importo maggiore resta comunque il limite di 20.000 euro. L’agevolazione rientra nel regime de minimis: occorre quindi monitorare il plafond di 300.000 euro di aiuti triennali, come singola entità o come impresa unica.
Le somme verranno erogate in non più di due quote: la prima dopo il sostenimento di almeno il 50% del piano; la seconda al completamento, con possibilità di richiedere l’erogazione in un’unica soluzione a piano ultimato. Le modalità e le scadenze per presentare domanda saranno definite da un decreto MIMIT in pubblicazione a partire da fine aprile.
Per capitalizzare al meglio l’incentivo, professionisti e imprese dovrebbero: mappare i fabbisogni (sicurezza, continuità, produttività), evitare duplicazioni con strumenti già in uso, e impostare criteri di valutazione del rischio e governance dei dati. Un approccio ethics by design alla scelta di soluzioni cloud e AI, unito alla verifica della conformità normativa, consente di trasformare il “Voucher Cloud” in un volano di innovazione sostenibile e responsabile.