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Incentivi Fiscali 2026: scopri come gli investimenti green rivoluzionano i tuoi risparmi

Nel 2026 torna l’iper ammortamento per gli investimenti green: aliquote, requisiti e tempi. Indicazioni pratiche per i commercialisti e imprese.

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Cosa prevede la legge di bilancio 2026

L’iper ammortamento torna nel 2026 come leva fiscale per sostenere la transizione energetica delle imprese. La misura, reintrodotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), sarà applicabile agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e diventerà operativa in dichiarazione dei redditi 2027, riferita al periodo d’imposta 2026.
Per la dichiarazione di quest’anno, relativa al periodo d’imposta 2025, le società e gli enti soggetti a IRES possono invece utilizzare, seppur in modo indiretto, l’IRES premiale sugli investimenti non solo green.

Tecnicamente, l’iper ammortamento consiste in una maggiorazione della deduzione rispetto al costo sostenuto. La norma lo definisce come “variazione in diminuzione della base imponibile su cui si pagano le imposte dirette IRPEF e/o IRES e IRAP”. In pratica, l’impresa può portare in deduzione un importo superiore al costo del bene, generando un risparmio fiscale in ottica di medio periodo, senza ricorrere a crediti d’imposta o contributi a fondo perduto.

Aliquote e soglie: come cambia la deduzione

Soggetti beneficiari sono tutti i titolari di reddito d’impresa che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia. Per gli investimenti che migliorano l’efficienza energetica dell’azienda, le maggiorazioni della deduzione sono graduate per scaglioni di importo:

  • 220% fino a 2,5 milioni di euro
  • 140% tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • 90% tra 10 e 20 milioni di euro

Se l’investimento non soddisfa i requisiti per essere considerato “green”, le percentuali si riducono come segue:

  • 180% fino a 2,5 milioni di euro
  • 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • 50% tra 10 e 20 milioni di euro

Il disegno complessivo favorisce gli interventi con impatto energetico misurabile, premiando la modernizzazione dei processi e l’adozione di tecnologie digitali connesse ai sistemi aziendali. Per i commercialisti, ciò richiede una pianificazione fiscale integrata con la strategia di investimento, così da ottimizzare tempi, capex e capienza d’imposta.

Quando un investimento è davvero green

La qualificazione “green” richiede il raggiungimento di uno dei due obiettivi alternativi previsti dalla norma:
1) riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva: l’intera unità locale in cui si realizza l’investimento deve ridurre i consumi di almeno il 3%.
2) riduzione dei consumi energetici dei processi interessati: i singoli processi oggetto dell’investimento devono ridurre i consumi di almeno il 5%.

Il risparmio energetico deve essere attestato da un valutatore indipendente, EGE o ESCo, attraverso diagnosi energetica ex-ante ed ex-post. Resta inoltre il requisito chiave di interconnessione dei beni ai sistemi gestionali aziendali, in linea con il modello Industria 4.0, a conferma della centralità della trasformazione digitale nella strategia di efficienza. La Legge n. 199/2025 introduce una semplificazione per i progetti realizzati tramite contratti EPC (Energy Performance Contract) con ESCo: il requisito di risparmio si considera soddisfatto se previsto nel contratto. Si tratta di un impianto coerente con il Piano Transizione 5.0, che già adottava criteri e procedure simili.

Il ruolo dei commercialisti: check rapido e opportunità

L’iper ammortamento 2026 apre un perimetro di consulenza ad alto valore: dalla mappatura dei processi energivori alla compliance documentale, fino all’integrazione digitale dei macchinari. In ottica etica e di sostenibilità, diventano essenziali la trasparenza nella misurazione dei risparmi, l’indipendenza dei valutatori e il governo dei dati che alimentano le diagnosi energetiche, anche tramite soluzioni digitali e, dove opportuno, AI adottata in modo responsabile per il monitoraggio dei consumi.

  • Tempistiche: verificare che l’investimento ricada tra 1° gennaio 2026 e 30 settembre 2028 e pianificare l’impatto in dichiarazione 2027.
  • Scelta del perimetro: definire se puntare al 3% sull’unità locale o al 5% sui processi interessati, in base alla struttura dei consumi.
  • Certificazione: coinvolgere tempestivamente EGE/ESCo per diagnosi ex-ante ed ex-post, con tracciabilità delle misure.
  • Interconnessione: presidiare l’integrazione dei beni ai sistemi gestionali (ERP/MES), requisito sostanziale ai fini dell’agevolazione.
  • Contratti EPC: valutare la semplificazione introdotta quando il risparmio è pattuito contrattualmente con ESCo.
  • Coordinamento fiscale: considerare l’eventuale utilizzo dell’IRES premiale per il periodo d’imposta 2025, in attesa della piena operatività dell’iper ammortamento.

La combinazione tra innovazione tecnologica, efficienza energetica e strumenti fiscali restituisce un percorso concreto per aumentare la competitività, coniugando crescita e responsabilità. Per gli studi professionali è l’occasione di guidare le imprese in progetti misurabili, digitalmente integrati e coerenti con principi ESG, assicurando la corretta applicazione delle norme e la massimizzazione del beneficio.

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