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Iperammortamento e Transizione 4.0: cosa cambia
La Legge n. 199/2025 (Legge di bilancio 2026) mette in campo un pacchetto di misure pensato per accelerare gli investimenti in beni strumentali, sostenere la trasformazione tecnologica e digitale e rafforzare la competitività del sistema produttivo, con un occhio di riguardo al Mezzogiorno e ai settori strategici. Il cuore industriale della manovra è il nuovo iperammortamento 2026/2028 (commi 427–436), riconosciuto per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. L’agevolazione opera come maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing ai fini IRES, IRPEF e addizionali, con tre scaglioni: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, 50% oltre 10 e fino a 20 milioni di euro. La misura si applica ai beni materiali e ai software compresi nei nuovi allegati IV e V e include gli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili e i relativi sistemi di stoccaggio dell’energia in eccesso.
Una novità da monitorare è il vincolo di origine “made in UE/SEE”, che impone l’attestazione dell’origine del bene anche per impianti complessi e software, con possibili ricadute operative nella selezione dei fornitori. Per l’avvio concreto si attende il decreto interministeriale attuativo, trasmesso dal MIMIT al MEF il 5 gennaio 2026. L’iperammortamento è cumulabile con altri incentivi previa nettizzazione della base di calcolo, fatta eccezione per il credito d’imposta Transizione 4.0 relativo agli investimenti prenotati nel 2025 e completati entro il 30 giugno 2026.
Per le imprese agricole escluse dall’iperammortamento in quanto titolari di reddito agrario ex art. 32 TUIR, arriva un canale dedicato: i commi 454–459 riconoscono un credito d’imposta del 40% su investimenti in beni materiali e immateriali nuovi inclusi negli allegati IV e V, dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028, fino a 1 milione di euro e con un tetto di spesa pari a 2,1 milioni di euro l’anno. È richiesta una certificazione delle spese ammissibili e della loro corrispondenza alla contabilità, con un bonus fino a 5.000 euro per le imprese non soggette a revisione legale. In parallelo, per coprire il superamento del limite di spesa del credito Transizione 4.0 2025, il comma 770 aggiunge 1,3 miliardi, portando il plafond a 3,5 miliardi di euro per gli investimenti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 con coda al 30 giugno 2026. Non risultano invece nuovi stanziamenti per le domande Transizione 5.0 in lista d’attesa presso il GSE. I commi 962–965 introducono un credito d’imposta Transizione 5.0 per il 2025 riservato alle imprese energivore di energia elettrica e gas naturale, secondo l’art. 38, D.L. n. 19/2024.
ZES, ZLS e agricoltura: proroghe e correttivi
La legge interviene con decisione anche sul capitolo territoriale. I commi 438–443 e 444–447 prorogano rispettivamente i crediti d’imposta ZES unica (art. 16, D.L. n. 124/2023) e ZLS (art. 13, comma 1, D.L. n. 60/2024) per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Il credito ZES si applica anche alle zone assistite di Umbria e Marche inserite nella ZES unica dalla Legge n. 171/2025. Sono previsti limiti di spesa pari a 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028; il credito ZLS dispone di 100 milioni per ciascuna annualità. Per il settore primario, i commi 462–466 estendono il credito ZES unica agli investimenti tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2026, con un tetto di 50 milioni.
Per gli investimenti 2025 in ZES la manovra aggiunge due correttivi: un credito d’imposta aggiuntivo pari al 14,6189% sugli investimenti dal 1° gennaio al 15 novembre 2025, così da garantire la copertura del 75% dell’ammontare già richiesto con la comunicazione integrativa (commi 448–452), richiedibile alle imprese che non abbiano fruito del credito Transizione 5.0 su quegli stessi investimenti, tramite comunicazione all’Agenzia delle entrate dal 15 aprile al 15 maggio 2026 e con compensazione da effettuare entro il 31 dicembre 2026; la rimodulazione automatica del credito ZES settore agricolo per investimenti 1° gennaio–15 novembre 2025, fissata al 58,7839% per le PMI del settore agricolo e forestale e al 58,6102% per le grandi imprese agricole.
Design, Nuova Sabatini e contratti di sviluppo: continuità degli strumenti
I commi 925–926 prorogano il credito d’imposta per design e ideazione estetica per gli investimenti nel periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, quindi per la generalità delle imprese nel 2026, con aliquota al 10%, tetto annuo a 2 milioni e limite complessivo di 60 milioni di euro. Il beneficio 2026 ha un plus rilevante: è utilizzabile in un’unica quota annuale anziché in tre, come previsto dall’art. 1, comma 204, Legge n. 160/2019.
Prosegue inoltre il sostegno agli investimenti strumentali delle PMI con la Nuova Sabatini: il comma 468 rifinanzia lo strumento con 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027. Sul fronte della politica industriale, il comma 471 stanzia 250 milioni per il 2027, 50 milioni per il 2028 e 250 milioni per il 2029 per il rifinanziamento dei contratti di sviluppo. In un quadro che spinge verso tecnologie abilitanti e filiere green, queste leve sostengono la modernizzazione digitale e l’adozione responsabile di soluzioni di intelligenza artificiale, con attenzione agli impatti etici e alla trasparenza dei processi.
Indicazioni operative per studi e imprese
Per i commercialisti e i consulenti d’impresa il perimetro delle agevolazioni apre spazi di pianificazione fiscale e finanziaria, ma richiede scelte informate e tempestive. Le priorità operative comprendono:
- Mappare gli investimenti 2026–2028 tra allegati IV e V, valutando l’iperammortamento e la cumulabilità con altri incentivi previa corretta nettizzazione.
- Verificare il vincolo “made in UE/SEE” su macchinari, impianti complessi e software, pianificando in anticipo fornitori e attestazioni.
- Gestire le scadenze per ZES e ZLS, con attenzione al credito aggiuntivo 2025 e ai termini di comunicazione e compensazione.
- Settore agricolo: utilizzare il credito 40% 2026–2028 e, per il 2025, tenere conto della rimodulazione delle aliquote ZES.
- Progettare investimenti in efficienza energetica e AI sfruttando i binari Transizione 4.0 e 5.0, con focus su governance dei dati, sicurezza e accountability.
Un approccio consulenziale centrato su tracciabilità delle spese, valutazioni tecniche e compliance documentale aumenta le chance di successo e riduce il rischio di contestazioni. Le misure della Legge di bilancio 2026, lette in chiave integrata, possono trasformare la spinta all’innovazione in vantaggio competitivo misurabile, favorendo percorsi di digitalizzazione sostenibile e inclusiva.