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Sostenibilità aziendale 2026: traiettorie e opportunità per i commercialisti

ISSB avanzano e l’Europa punta all’interoperabilità ESRS. In Italia banche e PA guidano la spinta: per i commercialisti è il momento di strutturare dati, processi e AI etica.

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Il contesto globale e la nuova geografia degli standard

Il 2025 ha visto l’Europa impegnata nel pacchetto “Omnibus” sulla sostenibilità, presentato come una semplificazione normativa dell’impianto CSRD, CSDDD, ESRS, VSME e Tassonomia. La lettura sul campo è però più sfaccettata: per molti, la riforma è stata anche una perdita di “competitività” e di “leadership sostenibile” rispetto a ciò che accade “fuori dalla porta”.
In parallelo, gli ISSB hanno consolidato il ruolo di standard globali ESG insieme ai GRI: già oltre 30 Stati hanno scelto di adottarli o stanno per farlo, coprendo più del 55% del PIL mondiale, con proiezioni che puntano a oltre il 70% del PIL e più del 60% delle emissioni GHG. Era l’occasione per “definire” un “territorio tecnico” europeo e “competere” come riferimento planetario; la traiettoria imboccata ha invece lasciato pista agli ISSB.

La Cina ha codificato i CSDS nel novembre 2024, un sistema unificato e obbligatorio di rendicontazione ESG, allineato agli ISSB e agli obiettivi climatici (picco emissioni 2030, neutralità 2060). Il modello impone la doppia materialità e una roadmap che parte dalle grandi quotate nel 2026 per estendersi a PMI e catene del valore entro il 2030, incidendo anche sulle imprese europee attive nel mercato cinese. Di fatto, la Cina costruisce una struttura interoperabile con i mercati finanziari globali, confermando che l’Europa dovrà far dialogare ESRS e ISSB per non restare ai margini dei capitali internazionali.

Italia tra pubblico e banche: cosa cambia nel 2026

Nel 2026 entreranno in vigore le Linee guida EBA sulla gestione dei rischi ESG: le banche inizieranno a integrare covenant ESG nei contratti e a sviluppare rating ESG, colmando un ritardo operativo evidente. Un segnale concreto è arrivato dal MEF: il 22 dicembre 2025 è stata pubblicata la Tabella di interoperabilità tra il “Documento per il dialogo di sostenibilità tra Pmi e Banche” (aggiornato a dicembre 2025) e lo standard VSME, nell’ambito dei lavori sulla Finanza sostenibile. La finanza del 2026 parlerà sempre più quel linguaggio.

Sul perimetro obbligatorio, i numeri raccontano una svolta: le imprese coinvolte dalla CSRD erano “pre-omnibus” all’incirca 5.000, diventate “post-omnibus” circa 800, pari a una riduzione dell’84% circa. Nel privato, l’effetto trascinamento si è perciò assottigliato. A crescere è invece la domanda pubblica: con la Legge n. 199/2025 (Legge di bilancio 2026) i criteri ESG entrano in molteplici misure su risorse, accesso alle agevolazioni e controlli. Il “Piano Nazionale di Sostenibilità” trova il suo riferimento nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), che guida piani e investimenti, dal Piano per la Transizione Ecologica (PTE) alle iniziative di Green Public Procurement (GPP), fino ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), ormai obbligatori negli appalti. Qui si colloca la vera “spinta sostenibile” del 2026.

Roadmap operativa per studi e imprese

Per i commercialisti e i professionisti dell’area amministrazione, finanza e controllo, il 2026 è un anno per allineare processi, dati e competenze a uno scenario interoperabile, bancocentrico e trainato dalla PA. Ecco le priorità da mettere a terra.

  • Decodificare gli standard: mappare convergenze tra ESRS e ISSB, utilizzare il VSME come cerniera informativa e valutare l’impatto dei CSDS per clienti con operations o supply chain in Cina.
  • Prepararsi al credito ESG: strutturare KPI, metriche e presidi per i futuri covenant ESG, sfruttando la tabella MEF e il “Documento per il dialogo di sostenibilità tra Pmi e Banche” come base condivisa con gli istituti.
  • Governance dei dati: organizzare un data layer coerente per indicatori ambientali, sociali e di governance, integrando processi di controllo interno e tracciabilità lungo la “catena del valore” e nella “rete del valore”.
  • PA e appalti: supportare clienti nella conformità ai CAM e nella gestione documentale richiesta dal GPP, valorizzando la convergenza tra sostenibilità, qualità e costi lungo il ciclo di vita.
  • AI, RegTech ed etica: adottare soluzioni di automazione per raccolta, riconciliazione e assurance dei dati non finanziari, con AI responsabile, auditabile e attenta ai profili etici, per velocizzare il reporting e aumentare l’affidabilità.
  • Formazione continua: aggiornare team e clienti su Linee guida EBA, interoperabilità ESRS–ISSB e prassi bancarie, per trasformare gli adempimenti in vantaggio competitivo.

La sostenibilità è ormai parte della dialettica strategica delle imprese, sia per scelta che per necessità. La capacità degli studi di orchestrare standard, finanza, PA e tecnologie determinerà tempi e qualità dell’adozione. Nel 2026, con banche e settore pubblico in prima linea, l’opportunità è chiara: rendere la rendicontazione misurabile, interoperabile e digitale, creando valore reale e accesso a capitali, senza perdere di vista responsabilità ed etica.

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