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Un 2026 da cogliere per la trasformazione digitale
Il 2026 si presenta come un anno chiave per la transizione digitale di imprese e studi professionali. Il legislatore europeo e quello nazionale hanno messo al centro ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, con focus su cloud computing e cyber security, rendendo più conveniente investire in software e hardware. Per i commercialisti e i professionisti dell’area amministrativa-fiscale significa poter guidare clienti e strutture interne verso scelte di spesa mirate, capaci di accelerare i processi e ottimizzare il carico fiscale, mantenendo sempre al centro sicurezza, tutela dei dati e uso etico dell’AI.
In questo scenario arrivano misure nuove e rinnovate: il Voucher Cloud dedicato a PMI e autonomi, il patent box per chi investe in software protetto e l’iper ammortamento che torna con percentuali significative. A queste si aggiungono gli ultimi strumenti del PNRR, attivi fino al 30 giugno 2026.
Voucher cloud: contributo a fondo perduto fino al 50%
La novità del 2026 è il voucher cloud del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: contributo a fondo perduto pari al 50% del piano di spesa, fino a 20.000,00 euro per singolo piano. Sono agevolabili le spese per hardware e software elencate all’articolo 5 del decreto MIMIT del 18 luglio 2025, con un perimetro che copre sicurezza informatica e servizi cloud. Di seguito, in sintesi, le voci ammissibili:
- Soluzioni hardware di cybersecurity: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS).
- Soluzioni software di cybersecurity: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi SIEM; software di gestione delle vulnerabilità.
- Servizi cloud IaaS e PaaS: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS); database.
- Servizi Cloud SaaS: software di contabilità; HRM; sistemi di produttività/workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; CMS ed e-commerce; CRM con servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX).
- Servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo: ammissibili fino al 30% del piano e connessi ai servizi sopra; sono esclusi i servizi di formazione.
Il 4 marzo si apre la finestra per l’iscrizione dei fornitori all’elenco gestito dal MIMIT; a seguire, un decreto definirà le istruzioni per la domanda, con avvio previsto nel mese di maggio. Per studi e imprese è il momento di predisporre un piano di spesa documentato, verificando l’aderenza all’elenco del decreto e la conformità dei fornitori, così da accelerare l’accesso al contributo e massimizzare l’impatto su sicurezza e continuità operativa.
Patent box: extra deduzione per software protetto
Per chi investe in attività di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica connesse al software, il patent box consente un’extra deduzione fiscale sui costi. Il beneficio scatta quando il software è oggetto di privativa industriale (ad esempio tramite registrazione del codice sorgente alla SIAE) e si estende anche ad altri asset immateriali come brevetti, disegni, invenzioni e modelli.
Nel caso tipo di un progetto triennale da 300.000,00 euro (100.000,00 euro/anno) per sviluppare un’applicazione, anche con il supporto di una software house e consulenti esterni, l’impresa può ottenere risparmi fino a 31.000,00 euro all’anno se opera come società di capitali, grazie alla possibilità di maggiorare fiscalmente i costi fino al 110% e di ottenere risparmi fino al 28% di tale maggiorazione. È una leva potente per ridurre il carico fiscale, valorizzando gli investimenti digitali in modo trasparente e tracciabile. Per prepararsi al meglio conviene:
- Definire il perimetro delle attività innovative e dei moduli software coperti da privativa.
- Tracciare ore e costi del personale interno e dei fornitori, con rendicontazione coerente.
- Raccogliere la documentazione tecnica e legale a supporto della registrazione e della titolarità.
- Coordinare il patent box con altre misure per evitare sovrapposizioni sui medesimi costi.
Iper ammortamento e ultimi bandi PNRR
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) torna l’iper ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, interconnessi al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, la maggiorazione del costo ai fini delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing è riconosciuta secondo queste soglie:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
- 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro.
- 50% tra 10 e 20 milioni di euro.
Beneficiari sono i soggetti titolari di reddito d’impresa con strutture produttive in Italia. Sono inclusi anche i beni materiali nuovi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (compresi gli impianti di storage). I beni devono essere prodotti in uno Stato UE o SEE. Il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee, purché non coprano le medesime quote di costo e non superino il costo sostenuto; la base di calcolo va considerata al netto di sovvenzioni e contributi relativi agli stessi costi.
Restano inoltre gli ultimi strumenti del PNRR, attivi fino al 30 giugno 2026: nel primo semestre sono attese nuove finestre per Scoperta imprenditoriale, STEP e Accordi per l’innovazione. Per i commercialisti, il momento è favorevole per costruire piani integrati che coordinino voucher cloud, patent box e iper ammortamento, salvaguardando governance dei dati, sicurezza e principi di AI responsabile. Azioni consigliate:
- Allineare il timing degli investimenti con le scadenze: iscrizione fornitori dal 4 marzo e domande voucher a maggio; PNRR fino al 30 giugno 2026.
- Verificare l’interconnessione dei beni e l’origine UE/SEE per l’iper ammortamento.
- Evitare sovra-finanziamenti sui medesimi costi, tracciando con rigore la cumulabilità.
- Integrare sicurezza e privacy-by-design nei progetti cloud e AI, a tutela degli utenti e della reputazione.