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Perché l’aggiornamento MEF conta per studi e PMI
Il 22 dicembre 2025 il Tavolo per la finanza sostenibile, coordinato dal Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), ha aggiornato il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche introducendo una tabella di interoperabilità con lo standard VSME. Si tratta di un passaggio decisivo per razionalizzare le richieste informative ESG, alleggerire gli oneri per le imprese e favorire l’accesso al credito. Le PMI restano fuori dal perimetro della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ma subiscono crescenti richieste di dati ESG da clienti e Istituti di Credito. Questi ultimi, infatti, sono chiamati a gestire i rischi ESG nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1623 (Capital Requirement Regulation 3, c.d. CRR 3) e della Direttiva (UE) 2024/1619 (Capital Requirement Directive VI, c.d. CRD VI).
In assenza di standard condivisi, ogni banca può impostare questionari e controlli propri, con un impatto sproporzionato sulle microimprese. Il documento, rinvenibile sul sito del MEF, fornisce una “guida” per uniformare i flussi informativi tra banche e PMI. L’aggiornamento, che segue la prima pubblicazione di dicembre 2024, ribadisce la natura volontaria della disclosure ed enfatizza la proporzionalità tra sforzo amministrativo e valore informativo. Per gli studi professionali, ciò si traduce in un’occasione concreta per standardizzare processi e dati con il supporto di tecnologie digitali e, laddove utile, di strumenti di AI nel rispetto di prassi etiche e trasparenti.
Cosa cambia: interoperabilità con VSME e struttura del documento
EFRAG, quale standard setter europeo, ha elaborato i principi per la rendicontazione volontaria delle PMI (VSME). Poiché sia i VSME sia il Documento per il dialogo di sostenibilità operano su base volontaria, il Tavolo sulla finanza sostenibile ha reso disponibile una tabella di interoperabilità che mappa gli indicatori del Documento rispetto ai VSME di EFRAG, evidenziando allineamenti, parziali sovrapposizioni e specificità. La struttura del Documento è modulare: comprende un’introduzione contestuale, un corpo principale con le informazioni ESG richieste e una guida metodologica operativa, così da accompagnare le imprese in un percorso progressivo e ordinato.
Le informazioni sono articolate in 5 sezioni tematiche e organizzate su 2 livelli di priorità. Le aree sono le seguenti:
- Informazioni generali: profilo aziendale, strategie ESG e processi.
- Mitigazione e cambiamento climatico: emissioni GHG (Scope 1, 2 e 3 parziale), transizione energetica e rischi climatici.
- Ambiente: consumi di risorse (acqua, energia), rifiuti, inquinamento, biodiversità ed economia circolare.
- Sociale: occupazione, formazione, salute e sicurezza, diritti umani nella filiera, inclusione.
- Governance: regole interne, anticorruzione, diversity nei ruoli chiave, gestione dei rischi ESG.
Per ciascuna sezione, il livello 1 include gli indicatori essenziali per tutte le imprese, anche micro; le informazioni di livello 2 si applicano alle imprese non micro. In totale sono previste 40 informazioni: metà per aziende di qualsiasi dimensione e metà per quelle di dimensione non micro. Questa architettura, unita alla corrispondenza con i VSME, consente di evitare duplicazioni e di presentare alle banche dati coerenti con prassi europee, migliorando consistenza e confrontabilità senza appesantire la compliance.
Opportunità per i commercialisti: flussi digitali, KPI coerenti ed etica by design
Per gli studi che supportano PMI e microimprese, il quadro proposto dal MEF abilita una gestione digitale dei flussi ESG che riduce gli scambi frammentati e prepara a richieste bancarie e di filiera sempre più strutturate. L’allineamento con i VSME favorisce la riusabilità dei dati in più contesti, mentre la logica per priorità aiuta a pianificare investimenti e tempi di progetto. In chiave operativa, è utile attivare subito un cantiere leggero e incrementale, ponendo attenzione a sicurezza e trasparenza nell’uso delle tecnologie, inclusa l’AI:
- Mappare i dati disponibili e le responsabilità interne del cliente, partendo dagli indicatori di livello 1.
- Adottare modelli dati interoperabili coerenti con Documento e VSME, così da alimentare questionari bancari senza rielaborazioni manuali.
- Automatizzare la raccolta con integrazioni da gestionali, paghe e utility, strutturando archivi documentali verificabili.
- Utilizzare strumenti di AI e OCR per estrarre evidenze da documenti, calcolare KPI ambientali (in particolare GHG Scope 1, 2 e 3 parziale) e monitorare scostamenti con criteri di tracciabilità.
- Definire controlli e informative su qualità dei dati, trattamento e finalità, applicando un approccio etico e proporzionato per tutelare impresa e stakeholder.
Queste azioni aiutano gli studi a offrire servizi consulenziali ad alto valore, con processi misurabili e replicabili. La combinazione tra standardizzazione e tecnologia rende più fluida la relazione con gli Istituti di Credito e facilita la produzione di dossier ESG coerenti, aggiornati e pronti all’uso.
Accesso al credito e competitività: perché agire ora
Un set informativo ESG chiaro, proporzionato e interoperabile semplifica la valutazione del rischio da parte delle banche nel quadro di CRR 3 e CRD VI, contribuendo a un dialogo più efficiente sull’affidamento. Per le PMI inserite in filiere complesse, la capacità di rispondere tempestivamente a richieste documentali rappresenta un vantaggio competitivo misurabile. Pur rimanendo volontario, il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche diventa quindi uno strumento strategico per pianificare la maturità ESG senza aggravare gli adempimenti. Per gli studi professionali, partire dagli indicatori di livello 1 e capitalizzare l’interoperabilità con i VSME significa accelerare i risultati, migliorare la qualità delle analisi e posizionarsi come partner di fiducia nella transizione sostenibile. Il testo è disponibile sul sito del MEF: un passaggio concreto per un’informativa più snella, digitale ed etica, al servizio di imprese e credito.