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Perché l’AI generativa è diventata centrale
L’industria dell’auto corre verso un futuro software-defined e incentrato sul cliente. In questo scenario, l’AI generativa non è più un laboratorio di idee ma un abilitatore strategico: secondo un recente sondaggio McKinsey, oltre il 40% dei dirigenti del settore sta investendo fino a quasi 6 milioni di USD in ricerca e sviluppo, mentre più del 10% supera i 23 milioni. Allo stesso tempo, l’IBM Institute for Business Value rileva che il 75% dei dirigenti prevede che l’esperienza guidata dal software sarà il fulcro del valore del marchio entro il 2035.
La posta in gioco è chiara: ridurre complessità e tempi, personalizzare su scala, competere a velocità digitale. Nello sviluppo software, l’integrazione della gen AI può tagliare fino al 40% il tempo speso in scrittura, traduzione e documentazione del codice e, con misure di qualità adeguate, portare a un miglioramento di produttività del 44%. Non è solo efficienza: è la base per una nuova mobilità, dove veicoli elettrici, guida autonoma e connettività ridisegnano modelli di prodotto, servizio ed esperienza.
Dove impatta oggi: dal design alle catene di fornitura
Nella progettazione, gli strumenti generativi trasformano bozze e vincoli tecnici in proposte ottimizzate, simulando crash test, aerodinamica e condizioni estreme per ridurre prototipi fisici e accelerare i cicli. In produzione, la visione artificiale individua difetti in linea, mentre modelli predittivi anticipano interruzioni e ottimizzano inventari, con benefici diretti su costi e qualità.
Sul fronte software, la gen AI scrive, rivede e rifattorizza codice per sistemi embedded cruciali come ADAS, infotainment e gestione batteria, supportando la documentazione di conformità. L’integrazione nei sistemi critici richiede però processi di validazione rigorosi e supervisione esperta. E gli esempi concreti non mancano: Mercedes-Benz ha portato interazioni vocali avanzate con l’integrazione di ChatGPT in oltre 900.000 veicoli in beta; BMW sviluppa i sistemi di assistenza alla guida della Neue Klasse con strumenti cloud e AI generativa su AWS; Tesla utilizza diagnostica basata su AI per individuare precocemente problemi di batteria o motore.
- ADAS e simulazione: la gen AI potenzia rilevamento e segmentazione semantica, con una riduzione attesa di quasi il 40% del carico di test e simulazione nei prossimi tre anni.
- Marketing e vendite: contenuti ipermirati e localizzati su larga scala; Toyota e Ford personalizzano i messaggi per segmenti diversi. I dirigenti prevedono +7% produttività nel supporto clienti e un miglioramento del 5% dei budget e delle metriche di acquisizione.
- Esperienze in-car: assistenti contestuali regolano percorso, clima e intrattenimento, abilitando iperpersonalizzazione e continuità tra infotainment e comandi vocali.
- Manutenzione predittiva: telematica e dati sensoriali alimentano modelli che avvisano prima dei guasti, riducendo downtime e migliorando la fiducia post-vendita.
Dall’abitacolo alla relazione digitale
L’AI generativa ridisegna l’intero customer journey. Prima dell’acquisto, abilita campagne su misura e pagine di destinazione personalizzate; dopo, offre manuali conversazionali e chatbot che gestiscono finanziamenti e appuntamenti. In auto, assistenti vocali comprendono contesto e intento, con interazioni più naturali e accessibili.
Questa continuità onlife tra veicolo, app e rete di assistenza crea un’esperienza più coerente e, allo stesso tempo, dati preziosi per migliorare design e qualità. È una spinta etica e competitiva: migliorare sicurezza, trasparenza e inclusione, riducendo attriti e tempi di attesa, senza sacrificare la tutela dei dati e la responsabilità degli algoritmi.
Come adottarla bene: valore, sicurezza e governance
Per scalare in modo responsabile servono metodo e visione. Il 65% dei dirigenti OEM dichiara di avere un approccio chiaro all’integrazione dell’AI nella strategia di lungo periodo e il 79% segnala un forte sostegno del top management. È un buon punto di partenza, da tradurre in pratiche concrete:
- Focalizzarsi su casi d’uso ad alto impatto: dall’automazione del codice alla progettazione generativa fino al supporto clienti. Come ricorda McKinsey, si ha successo “selezionando i casi d’uso giusti per la gen AI”.
- Integrare la gen AI nel ciclo del software: requisiti, architetture ECU, test e documentazione, garantendo tracciabilità in ambienti regolati.
- Dati e infrastruttura: set puliti e ben etichettati (sensori, diagnostica, interazioni), più piattaforme cloud modulari e sicure per aggiornamenti e integrazioni future.
- Competenze e cultura: upskilling su ADAS, cybersecurity e HMI per supervisionare gli output e ridurre bias.
- Safety e compliance by design: validazione stringente, allineamento a standard come ISO 26262, controlli umani e monitoraggio di KPI significativi (accuratezza diagnostica, tempi di calibrazione ECU, riduzione ticket).
L’AI generativa, adottata con governance e attenzione etica, diventa un moltiplicatore di innovazione: accelera i tempi di sviluppo, riduce sprechi e apre la strada a servizi più intelligenti e personalizzati. È qui che l’automotive costruisce vantaggio competitivo sostenibile, con tecnologie che mettono al centro persone e sicurezza.