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Ultimi giorni per la comunicazione: cosa cambia per gli studi
Per il credito d’imposta Transizione 4.0 sugli investimenti 2025 è scattata l’ultima chiamata: entro il 31 gennaio 2026 occorre inviare al GSE la comunicazione prevista dal DM 15 maggio 2025, altrimenti la procedura non si perfeziona e il beneficio si perde. Nel modello vanno riportati gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 dell’Allegato A alla L. 232/2016 e l’importo del credito. Per i commercialisti e i professionisti dell’area amministrazione e controllo, si tratta di un passaggio strategico: la scadenza è ravvicinata e impone un coordinamento puntuale tra uffici interni e fornitori, con un set documentale chiaro e una tracciabilità digitale delle operazioni.
La misura resta un tassello chiave per la modernizzazione del tessuto produttivo, sostenendo l’adozione di tecnologie connesse, dati e automazione. In questa prospettiva, il nostro hub vede positivamente ogni accelerazione alla transizione digitale e all’uso etico dell’AI, purché accompagnata da governance, sicurezza e responsabilità nell’utilizzo dei dati.
Le tre comunicazioni da non sbagliare
La procedura si articola in tre passaggi, che vanno pianificati e rendicontati con precisione per evitare rallentamenti e contestazioni. È consigliabile predisporre una check-list interna che allinei il cronoprogramma degli investimenti, i flussi finanziari e gli invii al GSE.
- Comunicazione preventiva: entro il 31 gennaio 2026 si indicano gli investimenti programmati e il credito prenotato.
- Comunicazione di conferma dell’acconto: entro 30 giorni dalla preventiva si trasmette data e importo del pagamento che porta l’acconto al 20% del costo.
- Comunicazione di completamento: invio entro il 31 gennaio 2026 per investimenti ultimati al 31 dicembre 2025; oppure entro il 31 luglio 2026 per investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026 se prenotati nel 2025 e completati nel 2026.
La puntualità degli invii è decisiva per non compromettere l’accesso al beneficio. Per gli studi, significa presidiare scadenze e coerenza tra dati dichiarati, pagamenti e stati di avanzamento, adottando strumenti digitali per l’archiviazione documentale e per il controllo incrociato. Una gestione ordinata non solo riduce il rischio di errore, ma libera tempo a valore per l’advisory tecnologica, accompagnando le imprese nell’integrazione dei beni 4.0 nei processi produttivi.
Risorse disponibili, limiti e utilizzo del credito
La misura è stata rifinanziata dalla L. 199/2025 con un fondo 2026 da 1,3 miliardi e un limite di spesa a 3,5 miliardi, risorse che, tuttavia, sono destinate solo agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025. Una volta ammesso, il credito si utilizza in compensazione in tre quote annuali con codice tributo 7077. Per i professionisti, ciò implica una programmazione attenta dei flussi fiscali dei clienti e un monitoraggio delle finestre temporali: la corretta tempistica tra ordine, esecuzione, pagamenti e invii al GSE è il vero discrimine tra accesso e perdita dell’agevolazione.
La traiettoria è chiara: sostenere l’innovazione delle imprese senza derogare ai principi di etica, trasparenza e sicurezza. L’opportunità è concreta e immediata, ma richiede disciplina procedurale. Una consulenza digitale proattiva, che unisca competenze fiscali, governance dei dati e cultura dell’AI responsabile, può trasformare la scadenza di fine mese in un vantaggio competitivo misurabile lungo tutto il 2026.